giovedì 26 aprile 2012

Tarassaco*Piscialetto

Ho fatto la pipì a letto.
Come mi vergogno.
Le lenzuola, che ne faccio, le nascondo?
Già li sento... 'Piscialletto, Piscialletto' canteranno,
non lo sanno perché tremo -che ne sanno
cosa c'è dentro l'armadio...
io apro e lo scontro
mi trova disarmato,
in panchina, come ieri,
-la mia squadra perde sempre...
-tu non c'eri!
Al campetto non tagliano mai l'erba,
ci crescono pure i soffioni.
Ecco cosa spero: sparire in un soffio,
diventare altro, tanto
lo sento, lo sento che qui stono.
Questo è l'intro di Tarassaco* Piscialetto, scritto e speakerato da me. Sì, si poteva fare di meglio -e il cd infatti è molto meglio!

copertina di Tarassaco*Piscialetto

Vi piacciono i fiori?  Io prima li odiavo perché belli e effimeri, perché muoiono presto. Ora li amo perché belli e effimeri, perché muoiono presto. Eros e thanatos. Pensare a tutte quelle geniali tecniche d'impollinazione, agli insetti che succhiano e depositano. Seduzione di profumi e colori, fecondazione, crescita e poi... quell'accartocciarsi, svuotarsi, chinare il capo e tornare alla terra in putrefazione. Entrare nel cerchio e alimentare altra vita. Morire in altro non è un pò come partorire?

Veniamo al tarassaco. Un'erbaccia. Lo chiamano anche piscialetto, perché leggenda narra che, se lo cogli, fai la pipì a letto. In questo album il senso di Piscialetto si fa più psicanalitico: pisciarsi addosso è come regredire all'io infantile, all'inconscio, scontando le paure più profonde. E se decidi di non nascondere le lenzuola? Se decidi di esporre i tuoi mostri alla luce del giorno, per esorcizzarli? Allora scrivi 17 brani sui beat di dj West. Dj West non li ha nemmeno ascoltati tutti, perché è fuori dal mondo, cioè dentro. Se gli soffiamo un pensiero, magari arriva...*

Chi non ha mai soffiato un soffione? Quando è giallo è di un bel giallo, quando invecchia mette le piume bianche, come noi, e si prepara a disperdersi. I suoi semi sono dei paracadutisti... in volo verso? Chissà, certo è che fanno il verso alla vita: dissoluzione e rinascita. Il Tarassaco simboleggia la vita e i suoi cambiamenti, e lo fa meglio dell'uomo, perché in maniera più semplice... corsi e ricorsi, eterno ritorno. Mette radici un pò qui e un pò là, dove capita, resistendo al tempo che trova. E` una pianta selvatica, spontanea, non un vaso da giardino. Gli basta poco per stare al mondo, e quel poco se lo prende da solo. Non ha pretese il tarassaco, nemmeno grandi aspettative. Tu che lo cogli forse ce le hai, allora chiudi gli occhi e soffia.

ASCOLTA IL PROMO UFFICIALE:
Promo Tarassaco*Piscialetto
Claver Gold

E' stato mixato da dj Lugi, un artista che non ha bisogno di presentazioni visto che si parla davvero dell'abc dell'hip hop italiano, e del suo ἀκμή. 

 "Ho scritto questo disco come fosse l'unico, ho scritto questo disco come fosse l'ultimo"

 E` stato un lavoro sudato e voluto, e nessuno degli artisti che vi hanno preso parte è stato remunerato per farlo: ci avranno creduto anche loro (eh sì, ogni tanto i feat sono veri sodalizi artistici, anziché stucchevoli trovate commerciali). L'unico modo di supportare questo tipo di musica è comprarla.That's underground, dude.  Anche l'etichetta è una scommessa: Glory Hole Records esordisce insieme a Tarassaco. 
Big up.

Un assaggio di Tarassaco

martedì 17 aprile 2012

Ode ai linfonodi

In preda ai deliri da farmaci, sono stata posseduta da Orazio-poi l'aborto:

Non chiedere, Claire -non è dato saperlo- quale decorso avrà la malattia, e
non tentare l'oroscopo di Rob Brezsny. Com'è meglio, tutta la sfiga che viene, sopportarla- sia che Giove ci regali molti inverni, sia che questo di aprile sia l'ultimo che sfianca a colpi di malanni. Bevici sopra -se non hai preso antibiotici- e dacci un taglio con tutto questo sperare, che tanto il week end è breve, e ormai fottuto. Mentre scriviamo il treno è già passato-strano. Aggrappati all'oggi, meno che puoi credendo nel lunedì.
LinfonODI, 1 11 8 
(Per la versione originale vi rimando al libro di latino del liceo. Se lo riaprite non è che vi fa male, anzi.)

Non riuscivo più a parlare,  ma riuscivo a vaneggiare. E la mia adorata Barbie (che non è una bambola, ma una bionda in carne ed ossa) mi ha ospitato in casa sua, sfamato e curato. Tanto anche il suo week end era spacciato, perché si era ridotta all'ultimo per preparare un esame. Così io le rantolavo accanto, mentre lei studiava i 'disturbi dell'apprendimento' in preda all'ansia (un'ansia sotto forma di tricotillomania). E mentre i miei linfonodi combattevano la battaglia per me, e la sinusite mi faceva scoppiare la testa, ascoltavo... Saranno stati i fumi dell'aereosol, ma mi sono fatta il viaggio che cerco di riportare...

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, la sindrome infantile più studiata a quanto pare. Wtf? Iperattività, disattenzione, impulsività, ecco di che si tratterebbe. Embè, pure io!
Il bambino affetto da DDAI:
* Passa da un gioco a un altro senza mai concluderne uno. Io non ho mai finito un disegno... se poi parliamo di veri giochi oh dio, mi stufo prima di iniziare.
* Spesso ha la testa da un'altra parte "Eh? Ma no, non me l'avevi detto, non mi pare proprio"
* Si può rimanere colpiti dal disordine con cui gestisce i suoi spazi e il materiale scolastico
Io nemmeno ce l'avevo il materiale scolastico, me lo prestavano i compagni precisini, e la mia camera è un mercatino delle pulci, la mia scrivania un tavolo della mensa...
* Ha difficoltà a rimanere seduto fermo al proprio posto lo dici a me, mi si addormentano sempre le gambe, e a letto non ho mai trovato la posizione del sonno.
* Risponde troppo velocemente, interrompe gli altri.  azz lo so, lo so, quant'è vero! mi spiace, mi viene così, dovrei psicanalizzarmi...
* Non riesce ad aspettare il proprio turno è la gente che è troppo lenta: alle poste, in stazione, dal kebabbaro, la gente è lentaaa
* Mostra un comportamento impulsivo, disturbante scusa per la risposta acida di stamattina, la sfuriata di oggi pomeriggio e i danni volontari a oggetti di stanotte
* Non rispetta le regole non mi piacciono!
* E' impaziente, irritabile, ostinato c'est moi 
* La sottovalutazione dei problemi gli fa compiere azioni pericolose i coltelli mi si conficcano nel dito con facilità -azzz avevo messo su il caffè!
Ma qui, qui mi capirete, so che mi capirete! Cito testualmente dal libro di Barbie:
"Gli oggetti circostanti, soprattutto se nuovi e colorati, gli sembrano molto interessanti ed eccitanti, e lui vorrebbe prenderli tutti (anche contemporaneamente) per giocare ed esplorarli. Purtroppo dopo averci giocato un pò, perde quell'eccitazione iniziale, e vorrebbe qualcos'altro per ritrovare di nuovo quella sensazione". 
Non commento nemmeno. Per me, se non vi ci riconoscete almeno un pò, i pazzi siete voi! Io non sono pazza, ho solo un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Ognuno ha il suo pusher. Rifletteteci prima di scegliere il farmacista. Ma soprattutto riflettete sul concetto di malattia (sindrome, disturbo o checchessia). Esiste la malattia? Come esiste il peccato, nel caso. Stat rosa pristina nominae. Basta un nome, una definizione, per creare una malattia. Io sono malata e peccatrice, non so voi. E troppo, troppo spesso, ammalata. 

venerdì 13 aprile 2012

Tutti sotto un ponte by Geggè

Vi presento Geggè, un'amica di vecchia data. Mi ha fatto un regalino Geggè, buttandosi a scrivere qualcosa per Patate&Cipolle. E` il suo primo post: direi che se l'è cavata benone. Ve lo riporto pari pari senza toccare una virgola. Anche le foto sono sue. Buona lettura, e grazie Geggè -se c'è un altro lettore che vuole trasformarsi in scrittore, non gli resta che proporsi!


Claire, Claire,
Ricordi dovevo scrivere qualcosa, almeno tentare, ed eccomi qui pronta a rispondere all'appello! Ho passato due giorni ( forse tre) a pensare cosa scrivere,cosa raccontarti. Ecco raccontarti, era questa la soluzione, voglio fare anche io la cronaca d'una strana giornata.

Sconfitti, con le più magre speranze di una pasquetta ed un compleanno da festeggiare sotto la pioggia con l'incubo del fango, costretti sotto un ponte.... Ed invece..







Col passare dei secondi, tutto è cambiato, file di arrosticini si sono come materializzate, salsicce, pancette arrosto, birre, hanno attirato l'attenzione dei passanti fermati a mangiare con noi. Musiche balcaniche hanno iniziato ad accompagnare la nostra giornata, anche una lattina di birra con due bastoncini ( quelli degli arrosticini che si sono poi smaterializzati, nelle nostre pance! ) è diventa una percussione, accompagnata da chitarra trombe e sax! 
 
Mentre i cuochi continuavano il loro arduo compito di sfamare amici, conoscenti e viandanti. Clave, palline e devil stick volavano ipnotizzanti ed impazziti.
Poi c'era la piccola Flo che tra un bicchiere di vino e uno di birra voleva giocare col suo freesbee, saltando in aria quasi volando per non lasciarlo scappare.

Fotografi improvvisati, fotografi che tentano di essere davvero fotografi hanno sfruttato la situazione così assurda, spontanea, tanta alchimia si era creata per non fermarla nella macchina!
Non poteva di certo mancare la classica partita a calcetto, che più che questo pareva un incontro di rugby tra risate e urla, senza vinti ne vincitori ma solo euforia!
Il sole scendeva, l'aria si raffreddava e ci si stringeva attorno la brace, nel frattempo arcaiche tecniche di cucina prendevano forma, pensa, le tue amate patate (sta volta senza cipolle) cotte nella cenere...

In fondo cosa c'è di più underground di una pasquetta sotto un ponte tra orchestrine zingare, arrosticini, vino e giocolieri?
Baci da Teramo e soprattutto dal ponte!

quella col sombrero è Geggè


Geggè.
 
Ps: Auguri Matteo!

lunedì 9 aprile 2012

SPAM

Quanto tempo!!! (che sòla che sono).
Ho avuto le mie ragioni, tipo un week end a Torino, quello dopo a Firenze e in mezzo l'ennesima influenza, 2 lauree, un trasloco e un ritorno a casa. Mi giustificate? E poi chi sta a pensare al silenzio di Patate, dopo la tragica notizia di ZeroCalcare.
GEC-ART http://www.gec-art.com/
Comunque ecco, è già sfumato il periodo dello scannamento di agnellini... ho potuto concedermi solo 3 giorni di vita pseudoborghese in famiglia, ed eccomi già tornata alla routine da barbona. 
Un motivo buono c'è: mi hanno rinnovato il contratto (sì, può succedere!). Badate, prendo meno della vostra colf, ma va bene così: lei sbriga una mansione utile -io? Mi sbrigo a cambiare argomento... 
Andiamo a ritroso, per recuperare il tempo perso: Torino.

 A Torino mi ci ha portato il laboratorio On the move.
 



Ero clandestina ma loro mi hanno accolto con tanto ammmore, e li ringrazio davvero. Siamo stati al centro sociale Gabrio, nucleo notav, simile come struttura all'xm24 (solo che loro cucinano anche la carne e non c'hanno Ericailcane!). A proposito dell'XM, sabato scorso c'è stata una super serata organizzata sempre da Onthemove, con questa gente qua: FNO, Kmaiuscola, Claver Gold e Lord Madness. Hanno fatto un live unico alternandosi di continuo sul palco. Grande performance. Ecco, c'è un motivo se il post si chiama spam.
Visto che non ho nulla di serio da dirvi, vi spammo i progetti dei miei amici! Che poi questo blog era nato per coltivare insieme le produzioni sotterranee blabla, patate e cipolle. Allora comincio dalla mostra di l0ll3, Little Monsters. Io e Lolle dovevamo fare una specie di intervista al vino rosso, ma poi non si ha avuto il tempo, e comunque ormai si andrebbe di birra, credo. Questa ragazza un pò punk e un pò kawaii ha la fantasia senza limiti di una bambina, ma l'ironia di chi la sa lunga. La locandina ovviamente l'ha disegnata lei, ed è solo un meraviglioso assaggio! Fino al 13 Aprile.


E veniamo alla mia amica di Parigi -ricordate? Ve la descrivo meglio come una sessantenne sessantottina di origine corso-algerina. Tipa tosta. La locandina dell'evento è di Claver: una Monnalisa pazza, stressata, un pò devota e un pò puttana. Alle sue spalle una metropoli, inquietante come tutte le metropoli. E parole, parole ed etichette. Rende bene l'atmosfera acida del testo di Leslie Kaplan. Chantal ed io saliremo sopra un tavolo, di sicuro vestite in modo imbarazzante, e leggeremo questo testo, un pò in francese e un pò in italiano. Luisa è pazza, ma nemmeno noi scherziamo. 8 Giugno, per chi è a portata di Firenze. Villa Finaly è in mezzo al verde, l'ingresso ovviamente è gratuito, e c'è pure un buffet alla fine.



Termino lo spamming, con l'evento che si terrà all'XM24 per l'uscita dell'album Tarassaco*Piscialletto di Claver Gold.  Più underground non si può (l'etichetta c'è, ma è appena nata ed è di un suo bro). Cicala com'è non ha nemmeno un suo sito, ma prima o poi qualcuno glielo farà. Il concerto è SABATO 5 MAGGIO. 4 eurini d'entrata copriranno le spese ( chi vuole se li ripaga raccogliendo i bicchieri di plastica!). Se non vi bastasse c'è anche Murubutu, che finalmente porta a Bolo il suo ultimo album. Su Tarassaco conto di dare qualche "soffiata" in un post a parte. Quindi qui stacco, prima che mi banniate. Ma vi lascio con una domanda da ultimo stadio di depressione:


Che posto c'è in questa società per chi volesse mantenere la propria integrità morale in senso lato, CULTURALE in senso stretto?
Dove li mette la nostra società i diversi? (Diversi in che senso? Diversi in tutti i sensi, tranne quello...). Mentre il mondo va a rotoli io sto a scrivere pubblicità, per far comprare cose che non dovrebbero nemmeno essere prodotte. Quindi smetterò, ma a quel punto cosa farò?
E ci risiamo: Che posto c'è in questa società per chi volesse mantenere la propria integrità morale in senso lato, CULTURALE in senso stretto?

Da oggi Babe è la mia mascotte. Un porcellino coraggioso, forse pure mezzo cieco, ma con tanta personalità. E resistenza. Chissà quante ne ha viste, Babe.

venerdì 23 marzo 2012

Patate all'olio di ricino

Premessa:
Cari lettori di questo blog "situato" (donna, 26enne, gemella, ascolana, celiaca, ex fumatrice, 10 decimi divistaforsepiù, un pò sorda, estrazione piccolo borghese, taglia 40, genitori separati, atea, liceo scientifico, bologna, facoltà di filosofia, sinistra critica, fidanzata con un rapper, artisticamente frustrata, sesso regolare, copywriter di lavoro, caratteraccio, dermatite atopica...) ora sapete da quale inclinazione guardo, ma l'ideale a cui tendo come ad un asintoto è la comprensione: portare alla luce questioni, concetti, contesti (portarli alla luce, non dalla mia parte a tutti i costi!). Mi sta a cuore praticare domande, sempre più precise, sempre più a fondo. Non voglio fare ideologia, voglio fare filosofia. La ricerca filosofica, come la intendo io, verte sulla domanda, non sulla risposta. Imparare a domandare e cercare nuovi strumenti di analisi, critica, intervento. Foucault parlava di una scatola di attrezzi...

Cari "compagni ascolani", vi ho letto molto arrabbiati. Per chi non lo sapesse, il 25 Marzo nella mia città si terrà una mostra fotografica organizzata dall'associazione il Bolide (il cui nome è un omaggio all'estetica futurista) e da Casa Pound. La mostra si intitola "Ascoli città fascista". Provocazione riuscita perché si è già scatenato un putiferio. Ironia della sorte, ci sono anche reazioni fasciste: "fasci di merda, devono chiudere, non hanno diritto di esistere, devono morire, li ammazzerei".
Io sinceramente non l'ho presa così male, e raccolgo la sfida serenamente.
Con tutta la calma del mondo inizio valutando il titolo dell'esposizione fotografica (qui parla il copy): un head d'impatto, efficace, dalla forte presa. E furbo, perché non c'è dentro un giudizio di valore (se noi ce lo vediamo e ci agitiamo, allora è ancora più furbo). Non dice mica "Viva l'Ascoli fascista" o "la grande Ascoli fascista". E non è nemmeno campato per aria: sotto c'è un'immagine inequivocabile.
Perché ci manda ai matti? Forse per la semplificazione stigmatizzante, tipica di tanti titoli di giornale e telegiornale. Penso al quotidiano Libero (e pure alle info di cronaca sulle mail di libero.it! ). Titoli fatti per attirare l'attenzione, al bando il rigore o le sfumature. Titoli da pubblicità. Ma una mostra non è la sua locandina. Io mi aspetterei di trovarne, di sfumature, in una mostra, specie di carattere documentaristico. Ci andate voi a vederla per me? Mi dareste un occhio alle didascalie, a tutto l'apparato esplicativo? Mi chiedo: ci saranno interpretazioni storiche, analisi di dati, o invece propaganda? O provocazione fine a sé stessa? Usciti dalla mostra sapremo qualcosa in più del nostro passato? Avremo nuovi strumenti in mano?
Ma non posso non chiedermi anche: perché io a 26 anni non avevo mai visto una foto della mia piazza durante il ventennio? Ascoli era fascista e antifascista, come lo era l'Italia, ma il fascismo c'è stato, o sbaglio? Vogliamo rimuoverlo? Allora avrà ancora più potere, come ogni rimosso. Vogliamo bandirlo dall'ontologia, dall'esistente? E come si fa?! C'è chi vuole elogiarlo, chi rinnegarlo... cogliamo il pretesto per provare a capirlo. Conosciamolo questo fascismo, studiamolo, vivisezioniamolo.
Vi porto un esempio di un "antifascista" che la destra radicale l'ha studiata a fondo, tentando di riportarne tutti i chiaroscuri e i cambiamenti di stile, invece di bollarla in un cliché nero su nero. La testimonianza di Valerio Marchi,"sociologo, storico dei movimenti giovanili, militante antifascista, skinhead, ultrà della Roma, libraio e scrittore": parte 1, 2, 3 e 4.

P.S. In questo blog è attiva fin dal primo post la moderazione dei commenti, perché credo nella validità di questa forma di censura. Avete presente i comment idioti insulto-risposta su youtube o su facebook? Ecco, io sul mio blog non ce li voglio. Quindi sono benvenute le critiche, le risposte raziocinanti di destra etc etc (finora non ho mai cestinato un commento) ma se mi scrivete "sta tr**a non capisce un c***o", non vedrete comparire il vostro commento!

LOVE

giovedì 15 marzo 2012

A ruota

E` un periodaccio gente - lo dico sempre? - ma al sole di Piazza 8 Agosto ho trovato una bancarella di vinili, e tanto è bastato a rincuorarmi. Se mai ascolterete nuovi beat hip hop con campioni da "La voglia di sognare" di Ornella, è me che dovete ringraziare! (Il male di vivere è proprio un tema da Claver Gold... vediamo un pò).
Volevo scrivere un post, per il piacere di scrivere un post. Un pò come fumare. E io ho smesso: mi restano i post.



Quando abitavo a Parigi a un certo punto mi ero fissata con i furgoncini dipinti (trucks), ne ho collezionati tanti, quasi tutti brutti, ma mi piaceva cercare di acchiapparli mentre andavano lenti nel traffico (aprire la borsa in fretta, la custodia, tirar fuori la compattina, mandare una raccomandata per dirle che volevo scattare, aspettare, invecchiare e alla fine, finalmente lo scatto). 
Ecco perché qui vedete solo gli esemplari parcheggiati! Eh sì, ci vorrebbe una reflex...
 
Ma in fondo Patate&Cipolle è bello perché ('proletario'?) 'terra-terra', a partire dal nome. Mi è stato detto che un titolo più comunista non lo potevo scegliere (trionfo sotto i baffi!). Scelta quanto mai inopportuna visto che seppellisce il blog sotto l'infinita mole di siti di cucina, ma pazienza, io questo nome volevo! Mi piacciono le patate e mi piacciono le cipolle, per tanti ma tanti di quei motivi che quasi quasi ci faccio un post!

Torniamo ai camioncini. Camioncini di ricordi di una città che ho girato in lungo e in largo, in alto e in basso. E ora? Potrei mettermi a documentare i camioncini italiani... o quelli di Bologna per Boloshitty, ma no, non è uguale (e non se ne vedono tanti!). La fissa è passata, il momento è passato, anche se... l'eterno ritorno avrà un fascino eterno su di me. Va bè.


A Bologna mi sono consolata con gli sticker e i poster (voi writer pensatela come vi pare, ma c'è sticker e sticker!) Ed è arrivata la fissa dei lucchetti. Cara Angela Custode, ovunque tu sia, se mi leggi, mi sono innamorata di te! No, dico, parliamone... 
Bisogna che me la concedi un'intervista prima o poi!


Dopo questa dichiarazione di manìa, vi saluto e stacco. Statemi bene!

martedì 6 marzo 2012

Blue Valentine

Now that it's time...


Solo ora me ne accorgo:  
ci siamo sempre stati qui,
 in bilico sul bordo.

Così è l’amore, pare
(scompare)
ad ogni passo avanti, 
al primo passo indietro,
al minimo passo falso del caso... 
(mica è colpa nostra)



Avremmo dovuto/ dovremmo                                                  
stare più attenti 
a dove mettere i piedi,
leggere meglio i segni e invece
non facevamo che leccarci e farci le fusa 
sempre a occhi chiusi, come mici ciechi.

Abbiamo danzato per anni una sbronza senza bussola:
la piccola fiammiferaia e il vagabondo, 

io la stronza e tu 
sempre in estate...


Che fare? 
Andare o restare?
A saperlo!
Forse provarci ancora
leggere i segni, attentamente.



Un mondo in un monolocale. MONO, lo dice già, non è per due
MONO è scimmia in spagnolo:
Le scimmie possono star bene in un monolocale,
spulciandosi in eterno, felici e contente.
Noi no, noi saltiamo in aria.
Diranno una fuga di gas, diranno tragica fatalità...
La verità è che siamo una coppia che scoppia in un loculo di monolocale.

s-coppiati (mi chiedo) come vivremmo?
Sarei come il mio guanto, così bello e così solo (uno spreco)
a chiedersi ogni giorno a che punto del cammino ha perso il suo compagno.
Voltarsi indietro non basta, nemmeno rivoltarsi come un guanto:
quando è fatta, è fatta. Perso. Persi. La disfatta.
Cosa ne fai di un guanto spaiato? Per quanto bello, lo butti
(Non io, no, io lo tengo)
Sta lì impalato, il mio, su una bottiglia di vin santo.
Mima un ok -mente però, non è ok
 è un guanto solo, solo un guanto (io non sarei di più)
Chi gliela dà una mano a un guanto solitario? 

Potrei stare a guardarlo ore ed ore
Il nostro amore che si decompone
Com’è bello con le toppe
Com’è vero ora che odora di siero…

Lei aveva grandi labbra e occhi blu
Hai scelto me perché avevo occhi blues e parole grandi
(e tu eri blue, principe blu, Valentino Blue...)
Indietro non si torna: mi srotolo avanti. E e se finisco?
Chi ti asciugherà le lacrime, se non io? (Chi meglio di me? Nessuna mai!)

Vecchio mio, la verità
è che io e te siamo la novità
-lo sai tu, lo so io, il segreto del tempo
non è cambiare fuori, 
ma cambiare dentro
(giorno dopo giorno in fondo
non siamo mai stati gli stessi)
Credo.
 Non è il te di ieri che voglio (addio guanto vecchio)
voglio il te di domani (non lo conosco, ma sento -i segni dell'innamoramento). 
Regalami un paio di guanti per il prossimo inverno
-sceglili tu, lo so che ci prendi!
Oggi a mani nude 
nutrimi di primavera.

 "Moi qui ne crains pas les peines cruelles, Je ne vivrai pas sans souffrir un jour... Quand vous en serez au TEMPS DES CERISES , vous aurez aussi des chagrins d'amour!"