Visualizzazione post con etichetta teatro contemporaneo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta teatro contemporaneo. Mostra tutti i post

giovedì 13 dicembre 2012

Improvvisazione

-Vado a vivere a Parigi
-Però Parigi ha il cuore freddo, non vorrei che ti scottassi
-Lasciami fare, si vedrà
-Spero di non vederti più
-Che intendi?
-Non mi va di aver pena per te se non riesci...
-presuntuoso da parte tua
-cosa?
-provare pena per gli altri. Cosa ne sai di come stanno gli altri?
-se ti vedo piangere...
-che ne deduci?! la deduzione mica è empatia, non stai nei miei panni cazzo
-in realtà oggi ho preso la tua camicia... e anche il reggiseno che fa le tette enormi
-ti hanno guardata di più?
-sì, a dire il vero. Dovevi vedere il macellaio!
-strano
-perchè strano? lo dici anche tu che fa sempre colpo
-strano che un macellaio non sia già abbastanza nauseato...
-dalla carne?
-già. E` un pò triste
-è triste che le tette abbiano tanto potere
-le tette o le marche di reggiseni?
-già. E` un serpente che si sgranocchia il sonaglio
-le top model dovrebbero scioperare
-per tutte noi
-anche le operaie dei reggiseni, e le commesse, e le pubblicitarie
-ma cosa dici, loro non possono
-perchè?
-con quei contratti lì? zitta per piacere
-non c'è lavoro che non somigli alla prostituzione
-e tu cosa speri di trovare a parigi?
-poco importa, è la cornice...
-barbona si dice SDF, te lo anticipo
-ci sono tombe importanti
-ecco, ti fai due chiacchiere con Modigliani
-chissà che ne pensa dei reggiseni di oggi, delle donne di oggi
-...oh se sarebbe bello!
-cosa?
-cosa? scusa, immaginavo
-cosa??
-di essere un Modigliani
-e come ti vedi?
-elegante e primitiva. perfetta.
-è la cornice che potenzia. Chissa se Parigi è quella giusta...
-Parigi è una vecchia intellettuale
-dovrei incorniciare le tele che ho in casa
-il passepartout fa la differenza
-serve una cornice... per vedere bene le cose
-l'inquadratura
-senza un quadro di riferimento... si va alla cieca
-un frame 
-che non sia una montatura 
-ora non farne una questione ontologica, torna alle tombe
-porterò dei fiori a Modì e gli racconterò dei reggiseni
-perchè?
-deve sapere
-devo andare sai, si sta facendo tardi
-già.
-già cosa?
-già tardi

lunedì 9 aprile 2012

SPAM

Quanto tempo!!! (che sòla che sono).
Ho avuto le mie ragioni, tipo un week end a Torino, quello dopo a Firenze e in mezzo l'ennesima influenza, 2 lauree, un trasloco e un ritorno a casa. Mi giustificate? E poi chi sta a pensare al silenzio di Patate, dopo la tragica notizia di ZeroCalcare.
GEC-ART http://www.gec-art.com/
Comunque ecco, è già sfumato il periodo dello scannamento di agnellini... ho potuto concedermi solo 3 giorni di vita pseudoborghese in famiglia, ed eccomi già tornata alla routine da barbona. 
Un motivo buono c'è: mi hanno rinnovato il contratto (sì, può succedere!). Badate, prendo meno della vostra colf, ma va bene così: lei sbriga una mansione utile -io? Mi sbrigo a cambiare argomento... 
Andiamo a ritroso, per recuperare il tempo perso: Torino.

 A Torino mi ci ha portato il laboratorio On the move.
 



Ero clandestina ma loro mi hanno accolto con tanto ammmore, e li ringrazio davvero. Siamo stati al centro sociale Gabrio, nucleo notav, simile come struttura all'xm24 (solo che loro cucinano anche la carne e non c'hanno Ericailcane!). A proposito dell'XM, sabato scorso c'è stata una super serata organizzata sempre da Onthemove, con questa gente qua: FNO, Kmaiuscola, Claver Gold e Lord Madness. Hanno fatto un live unico alternandosi di continuo sul palco. Grande performance. Ecco, c'è un motivo se il post si chiama spam.
Visto che non ho nulla di serio da dirvi, vi spammo i progetti dei miei amici! Che poi questo blog era nato per coltivare insieme le produzioni sotterranee blabla, patate e cipolle. Allora comincio dalla mostra di l0ll3, Little Monsters. Io e Lolle dovevamo fare una specie di intervista al vino rosso, ma poi non si ha avuto il tempo, e comunque ormai si andrebbe di birra, credo. Questa ragazza un pò punk e un pò kawaii ha la fantasia senza limiti di una bambina, ma l'ironia di chi la sa lunga. La locandina ovviamente l'ha disegnata lei, ed è solo un meraviglioso assaggio! Fino al 13 Aprile.


E veniamo alla mia amica di Parigi -ricordate? Ve la descrivo meglio come una sessantenne sessantottina di origine corso-algerina. Tipa tosta. La locandina dell'evento è di Claver: una Monnalisa pazza, stressata, un pò devota e un pò puttana. Alle sue spalle una metropoli, inquietante come tutte le metropoli. E parole, parole ed etichette. Rende bene l'atmosfera acida del testo di Leslie Kaplan. Chantal ed io saliremo sopra un tavolo, di sicuro vestite in modo imbarazzante, e leggeremo questo testo, un pò in francese e un pò in italiano. Luisa è pazza, ma nemmeno noi scherziamo. 8 Giugno, per chi è a portata di Firenze. Villa Finaly è in mezzo al verde, l'ingresso ovviamente è gratuito, e c'è pure un buffet alla fine.



Termino lo spamming, con l'evento che si terrà all'XM24 per l'uscita dell'album Tarassaco*Piscialletto di Claver Gold.  Più underground non si può (l'etichetta c'è, ma è appena nata ed è di un suo bro). Cicala com'è non ha nemmeno un suo sito, ma prima o poi qualcuno glielo farà. Il concerto è SABATO 5 MAGGIO. 4 eurini d'entrata copriranno le spese ( chi vuole se li ripaga raccogliendo i bicchieri di plastica!). Se non vi bastasse c'è anche Murubutu, che finalmente porta a Bolo il suo ultimo album. Su Tarassaco conto di dare qualche "soffiata" in un post a parte. Quindi qui stacco, prima che mi banniate. Ma vi lascio con una domanda da ultimo stadio di depressione:


Che posto c'è in questa società per chi volesse mantenere la propria integrità morale in senso lato, CULTURALE in senso stretto?
Dove li mette la nostra società i diversi? (Diversi in che senso? Diversi in tutti i sensi, tranne quello...). Mentre il mondo va a rotoli io sto a scrivere pubblicità, per far comprare cose che non dovrebbero nemmeno essere prodotte. Quindi smetterò, ma a quel punto cosa farò?
E ci risiamo: Che posto c'è in questa società per chi volesse mantenere la propria integrità morale in senso lato, CULTURALE in senso stretto?

Da oggi Babe è la mia mascotte. Un porcellino coraggioso, forse pure mezzo cieco, ma con tanta personalità. E resistenza. Chissà quante ne ha viste, Babe.

lunedì 13 febbraio 2012

IL TERZO TEMPO

Forza e coraggio. Lunedì, il giorno meno amato da quando si va all'asilo. La prima domanda di solito è: come è andato il week end? Vi racconto qualcosa del mio e vediamo se ne ricavo materiale da post.

3    3   3   3   3   3    3    3   3    3   3   3   3    3   3   3    3    3   3    3    3    3    3    3    3   3    3


Sabato mattina. Neve a tutta, treni in ritardo... non ci penso due volte e mi butto dentro un frecciarossa a scrocco (con un biglietto intercity preso in offerta su internet). Salgo a bordo e mi ritrovo... nel mondo della tifoseria di Rugby! L'intero treno era stato prenotato per la partita Italia-Inghilterra: solo uomini, spirito goliardico, vino e birra a go-go, cappellini imbarazzanti e persino, protetta dagli steward, la Coppa Sei Nazioni. Ho salutato questi simpaticoni a Firenze, loro invece proseguivano per Roma. Così mentre mi dirigo verso Fiesole, piacevolmente sorpresa dal caso, mi metto a pensare al cosiddetto "terzo tempo".
Dopo i due tempi di gioco, a partita conclusa, nel rugby tradizione vuole che le due squadre passino questo ulteriore momento insieme, a bere e festeggiare. Dopo aver combattuto, e qualunque sia l'esito, ci si incontra e si sta insieme: in fondo era un gioco no? E se i giocatori hanno questo spirito, i tifosi non devono essere tanto diversi. L'Italia ha perso, ma scommetto che i miei compagni di treno non avranno perso la gioia di esser lì a veder giocare la propria nazionale.


Sarà la mia formazione filosofica, ma mi intriga questo terzo tempo. Il rugby ha un'anima dialettica? Tesi, antitesi, sintesi. Idea, natura, spirito. Soggettivo, oggettivo, assoluto.  Etc, etc, etc. Hegel, proprio tu, quanto mi manchi ora che scrivo slogan per occhiali da sole! Tre... è il numero perfetto, il numero che innesca il movimento e la comprensione. Che me ne faccio di opzioni binarie? Acceso-spento mi sa di zombie. Se il bidimensionale vi sembra piatto, provate a dargli volume: la terza dimensione. Come si dice... non c'è due senza tre. E le terzine? Il jazz!!! E il terzo atto a teatro, l'atto conclusivo che ricomprende i primi due e fa scattare l'applauso...

Et voilà, magia, dal rugby al teatro. Il motivo per cui sono andata a Firenze.
 
 3  3  3  3  3   3   3   3   3   3   3   3   3   3   3  3  3   3   3 

Una mia carissima amica di Parigi vuole metter su un atelier di teatro a Firenze. Per pubblicizzarlo prima dell'apertura, ha pensato di coinvolgermi in una lettura in doppia lingua. Abbiamo scelto un testo di Leslie Kaplan: Louise, elle est folle (Luisa è pazza). Un progetto, anche questo, in divenire. Il luogo che ospiterà l'atelier è un garage seminterrato -più underground di così... Vi terrò aggiornati, Louise si merita un post a parte ;-)