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sabato 12 marzo 2016

In una notte Blu

Mentre in città tutti erano intenti a filosofeggiare sulla Street Art e gli strappi dei muri...

Il nuovo pezzo su Bolognina Basement vi racconta in tempo reale la cancellazione delle opere di Blu a Bologna, e ci fa i conti.

Contro logiche estrinseche di salvaguardia – recupero – riqualifica – speculazione – promozione – quotazione- vendita, Blu fa piazza pulita e ci costringe a riflettere sul senso di un’opera che si radica nel tessuto urbano, nelle sue dinamiche e aporie, maturando come una risposta endogena.



Se vi interessa, di Blu ho già scritto in altre occasioni:




martedì 17 marzo 2015

Tentativo di evasione | Street Art sui muri del carcere


"...Le radici degli alberi stanno già penetrando nell'ossatura dell'imbarcazione, fra poco non serviranno più queste vele issate, basterà che il vento soffi tra le cime degli alberi e porti la caravella verso la meta. E' una foresta che naviga e si mantiene in equilibrio sopra le onde..." 
J. Saramago, Il racconto dell'Isola Sconosciuta
                                      

L'autore di questa singolare imbarcazione è Andrea Tarli (classe 1973) un artista visivo che ama cambiare mezzo senza cambiare mestiere, passando dalle tele alle illustrazioni e ai video, fino ad approdare ai muri. Ma quello di cui vi sto per parlarvi qui è un muro più muro degli altri, perché è il muro di un carcere (quello di Ascoli Piceno). 


Prima però vi faccio una domanda! Avete presente quegli spazi "che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano" ? Ecco, questi spazi 'altri' sono quelli che Foucault chiama Eterotopie.

In questo senso il carcere è un'eterotopia. Dentro le sue mura vigono altre leggi e la vita reale è come sospesa. Perfino il tempo sembra un altro: fuori la vita scorre, le persone a cui vuoi bene continuano la loro vita e tu sei come bloccato lì, a ripetere tutti i giorni della settimana lo stesso penoso rituale. I carceri sono sul pianera Terra (anche perché li abbiamo inventati noi umani) ma in fondo sembrano stare in un'altra dimensione. 


E sentite qua, è ancora Foucault a guidarci dal carcere alla nostra imbarcazione:
"Se si pensa che dopotutto un battello è un frammento di spazio galleggiante, un luogo senza luogo che è affidato al contempo all'infinità del mare e che, di porto in porto …da una casa chiusa all'altra, si spinge fino alle colonie per cercare ciò che esse nascondono di più prezioso nei loro giardini, voi comprendete perché il battello è stato per la nostra cultura non solo il più grande strumento dello sviluppo economico, ma anche la riserva più grande dell'immaginazione. Il naviglio è l'eterotopia per eccellenza. Nelle civiltà senza battelli i sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l'avventura, e la polizia i corsari "
Foucault, Dits et écrits

Allora arriviamo all'operazione dell'artista ascolano: con l'aiuto dei detenuti, Andrea ha rimpiazzato l'eterotopia del carcere con l'eterotopia della nave, per sfondare il muro e tentare un'evasione. Se state pensando che questa caravella fiabesca sia troppo buonista per un carcere 

(ebbene sì, vi leggo nella mente!)

allora fatemi ricordare chi sono i primi spettatori di quest'opera: sono i bambini che vengono a trovare i loro genitori. Bambini che saranno già abbastanza incazzati nella vita adulta e che probabilmente dovranno fare i conti con tanta di quella rabbia repressa che non c'e' bisogno che li fomentiamo anche noi. Lasciamoli evadere e prendere il largo con la loro nave-isola!


Prendere il largo verso...?

Il racconto di Saramago, da cui l'artista ha preso ispirazione per dipingere la sua caravella di fuga, si conclude col battesimo dell'imbarcazione che fino ad allora non aveva nome. Il nome che viene dipinto sulla prua è Isola Sconosciuta, lasciando intendere che quello che si andava tanto cercando -la meta- era con noi fin dal punto di partenza, era il viaggio stesso. 
"L'isola sconosciuta prese infine il mare, alla ricerca di sé stessa".




Curiosità:

Andrea ha anche illustrato la copertina di un disco rap (Penthotal dei Fog Prison). E il progetto grafico l'ha curato Davide Scarpantonio, il mio graphic designer preferito nonché l'autore del lettering di Patate&Cipolle.
Tra l'altro da bambina giocavo con la tipa ritratta in copertina (ciao Martina!)



Alla prossima cari ascolani e non
Stavolta mi firmo Chiara :-)

venerdì 12 dicembre 2014

Il Blackout di Blu


photo: Patate&Cipolle

Non so quante volte sono passata e ripassata a guardare quei muri a Berlino, e ora non potrò farlo mai più. Da Blu al nero totale. Cos’ho tanto da sorridere allora?

La cancellazione di un’opera può essere un’opera d’arte ancora più grande. Non mi credete?

Qui non si tratta delle solite stronzate di un Comune che imbianca la Street Art o i Graffiti –senza neanche riuscirci e lasciando imbarazzanti aloni sui muri. Questi murali sono stati coperti da un collettivo (?) vicino a Blu, e con il suo consenso. E perché? Perché in quell’area verrà costruito un complesso residenziale che avrebbe goduto di una vista privilegiata sulle opere e di un prezzo pompato proprio a causa di questa speculazione.
Il colmo per un artista che da sempre lotta con gli occupanti e dipinge gratis gli squat per salvarli da demolizione o evacuazione.

photo: http://www.nerdcore.de/

Insomma ricoprire le opere è stato un gesto pieno di senso, una performance politica, estetica e concettuale: un bel dito medio alle agenzie immobiliari e una denuncia della gentrificazione che anche a Berlino pare inarrestabile.  Ora è tutto nero, l’arte è a lutto.
Quello di Blu sembra proprio un black-out: un atto che destabilizza, rompe una falla nel sistema. Si e' spenta un'opera che non poteva piu' comunicare.
Ma invece di disperarci o fare i nostalgici, abbiamo l’occasione di protestare insieme a lui. Il sacrificio è di tutti: ci priviamo di un’opera che amiamo, per lanciare un messaggio piu’ grande. Mi sembra il minimo se la posta in gioco è alta, mi sembra il minimo se vogliamo lottare. Le rivoluzioni non amano la nostalgia, non guardano indietro ma avanti… Possiamo permetterci di perdere questa e altre migliaia di opere d’arte, pur di prenderci il futuro.

Ecco perche' sorrido: è tornata l'arte militante!!


giovedì 3 luglio 2014

5 sintomi per riconoscere la dipendenza da Berlino


Questa volta temevo quasi di non farcela... e invece ecco a voi la 


sempre per Bolognina Basement con cui ho una bellissima storia a distanza.


In questo anno di 'alti e bassi' (22 voli tanto per cominciare) Berlino ha avuto un ruolo speciale:

Grazie Sma&Fabrr per aver dato voce ai cigni e cercato la pillola magica insieme a me :-)

Merci Itchki, pour avoir été ovunque et comunque avec moi cette année, même à Berlin!

Danke Marcus, tu seras toujours mon berlinois préféré, que Marx te bénisse ;-)

Gracias Daniel, y perdona si no he escrito nada sobra los teatros de Berlin :-P

Eh eh.. grazie Raf, ti bacio!!



venerdì 13 giugno 2014

La Street Art di Gulliver (guida urbana #5)

Il viaggio urbano di Gulliver | London Street Art


Non andavo a Londra da quando ero così piccolina che credevo di aver capito quasi tutto della vita.
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Il punto è che a Londra non smetti mai di sentirti piccolino. Pensate alle distanze: magari ogni giorno attraversi l’equivalente di 3 città solo per tornare a casa. Oppure alle altezze: a Londra lo skyline cambia di continuo, con grattacieli che vengon su comeschegge. O ai numeri: quanti passeggeri in questo istante nella Tube? Quanti bocconi di street food, di quante cucine del mondo? Un gigantesco formicaio, e noi i minuscoli inquilini. Ecco allora dove potete seguirmi oggi… nel percorso dialettico tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. Se non vi bevete la storia che l’uomo è misura di tutte le cose, potete godervi le sublimi vertigini della percezione! Buon viaggio attraverso le sproporzioni di questa metropoli, tra murali giganti e stickers di 6 pollici.
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lunedì 26 maggio 2014

The DOEL after tomorrow (street reportage)

The DOEL after tomorrow | Street Art in Belgio


The DOEL after tomorrow | Street Art in Belgio

Un’altra guida urbana della vostra Claire!
Ma questa volta mi servirebbe una voce narrante del calibro di Carlo Lucarelli, perché il posto in cui sto per guidarvi ha un fascino inquietante e una storia quantomeno singolare [taglio di luci, parte la musichetta].
DSCN5247Ne avrete già letto in rete, Doel [leggi dul] è un paese quasi del tutto abbandonato (sono rimasti 26 abitanti) stretto fra il secondo Porto più grande d’Europa e una centrale nucleare. Insomma l’area circostante è un paesaggio apocalittico che sembra dire all’Universo “Ehi guardateci, siamo gli esseri umani e stiamo annientando il nostro pianeta!!!” e nei giorni di pioggia ribadire “Ci siamo quasi eh, la fine è imminente!”. La cittadina poi non è da meno. Credetemi, se tra i ruderi delle case vedeste spuntare lo gnomo armato di ascia non fareste una piega.
 “Cerca casa da queste parti signor Gnomo Armatodiascia? E’ un ottimo investimento sa,
perché ora è deserto e tutto da ristrutturare, ma se si sparge la voce
tra i fan di The Walking Dead, è un attimo che parte la gentrificazione!”
In realtà quello che vediamo oggi è il triste risultato di un’evacuazione imposta, dovuta all’allargamento del Porto (“Ok gente, prima viene il business, poi gli esseri umani e in ultimo piante e animali. Annientiamo il pianetaaaaa!!!”)

domenica 11 maggio 2014

PARIGI UNDERGROUND (per BB)

PARIS UNDERGROUND|quello che le lobby Eurodisney non dicono

PARIS UNDERGROUND :

Quello che le lobby di Eurodisney non dicono


“La Parigi più zozza, dove per zozza non si intende niente di sexy”
“Un sapiente collage di dritte hipster, ricordi post sbronza e citazioni random dalla Lonely Planet 1995″
“E diamole una chance a questa Claire. Sempre meglio dei pacchetti vacanza con badante inclusa”
Ciao compagni di strade, vi va di farci un giro per quelle di Parigi?
Lo prendo per un sì!
 patatecipolle
Si parte dall’11esimo arrondissementdove vi consiglio di trovare un canapé. Risolto il problema pernottamento, in questa zona non avrete problemi a trovare ristoranti simpatici che fanno al caso vostro (20 euri ça va) sia che vogliate sfondarvi di tartare o di sashimi, sia che preferiate la cucina indiana o che vi impuntiate su quella berbera, sia che vi bastino una crêpe e un croque monsieur. Se invece siete celiaci,
COME SEMPRE VI ATTACCATE AL  ci sono molti supermercati con le gallette e tante altre cose senza sapore o consistenza. E pensate un pò, nell’11esimo potete anche proseguire la serata e tornare a casa sbronzi a piedi, perché i locali non vi mancano (più che altro sul genere underground con musica live).
Sveglia alle 11 ci può stare? Armati di baguette, vin et fromage ci piazziamo sulle sponde del Canal St Martin per il nostro brunch zen. Ma siccome non siamo poi così tanto spirituali (e siccome ho detto al mio caporedattore che facevo una guida hipster che magari tirava di più) sganciamo un Vélib‘ e ce ne andiamo pedalando fino alMarais.

venerdì 18 aprile 2014

Chi vuoi essere da grande?

Stamattina ho scovato un giovane street artist emergente. Lavora con i gessetti perché adora che le sue opere volino via, e di sicuro non teme i contrasti... Ancora non sa se da grande vuole fare il madonnaro o sorseggiare prosecco nelle gallerie. C'è sempre il rischio che decida di tagliarsi un orecchio o di sistemarsi per far contenta la mamma... ma qualunque sarà la scelta, la realizzerà a modo suo. In bocca al lupo piccoletto!




[In bocca al lupo anche a voi, se ancora non sapete cosa farete da grandi! E scusate per l'assenza... sono rientrata ieri sera da Strasburgo e oggi pomeriggio riparto per Parigi. Diciamo che questo è un periodo in cui accumulo esperienze -che un giorno, quando sarò comoda, cercherò di condividere con amore con tutti voi. Nel frattempo potete seguire la pagina facebook!]

mercoledì 2 aprile 2014

La street art nella capitale del Fomento


Ciao affamati di underground, vi stuzzica un pò di arte urbana??



Gli ingredienti:
Due artisti che mi fanno impazzire in una città che non ha eguali.
(Roma, sei tanto faticosa ma non si può non amarti!)
Un altro articolo per la mia balotta (vada come vada, Bolo resta casa).

Gustatevelo, offre la casa!

lunedì 10 marzo 2014

Bolognina Basement



Carissime e carissimi, vi presento il nuovo sito della mia famiglia in Bolognina. Il nome già lo dice, Bolognina Basement ospiterà tante belle produzioni underground. Visto che al momento latito, do una mano come posso, cioè, come sempre, scrivendo. 
Il mio primo articolo  è su Bonom, uno street artist belga che potrebbe piacervi.. date una letta se vi va, e surfate un pò sul sito, così magari ci date qualche consiglio!

[BONOM | SUI TETTI DI BRUXELLES | GUIDA URBANA SU BOLOGNINA BASEMENT]

Bisou, Claire



[p.s. oggi è il compleanno della mia mamma, auguri mamma!!!]

sabato 30 novembre 2013

BOLO VS ROMA

Eccola è arrivata: la FEBBRE DEL SABATO SERA


Non ero minimamente preparata all'influenza, ma ne approfitto per tirare un bilancio di questo mesetto di permanenza a Roma, cosa che non avrei potuto fare se fossi stata in giro ad alcolizzarmi. Bologna e Roma secondo me se la battono, ma non voglio far esplodere una gara di pro e contro -col rischio di portare commenti e visualizzazioni al blog, non sia mai ;-) L'idea era solo di accostare le mie immagini mentali...

Cominciamo dal mezzo di trasporto per andare a lavoro:


Metro B dipinta 

Bici calligrafata 

                        
E veniamo alle espressioni tipiche:



Ora dell'aperitivo:


A Bologna 
(nella foto: piazza S. Francesco. 
Per chi non avesse ancora avuto il piacere di conoscerla, 
la signora a sinistra è Melania "la contessa")


A Roma 
(mi mancavano foto del Pigneto quindi ne ho presa in prestito
 una dal Caffè Necci che mi piace tanto! Qui trovate la sua storia)



Casa dolce casa:


Bologna, Via Saragozza:
 Il mio adorato monolocale con gli affreschi massonici 
(addio, è stato bello!)


Roma, San Lorenzo: 
camera della mia adorata amichetta,
 piena di quadri del mio adorato amichetto 
(grazie per avermi fatto squattare con tanto amore)



Il meteo:




ARTE in strada
L'etichetta 'Street art' in questo caso suonerebbe male. E non perché vada stretta ma perché è troppo larga, comprendendo talenti di vario livello (fino all'infimo). 
Non mi dite di no!

 Tanto a Roma quanto a Bolo... L'unico e solo. Blu e ancora Blu.



Roma (Ostiense)


Bologna (XM24, Bolognina)



Ho scelto Blu per chiudere in bellezza (dopotutto sono malata, fatemi riposare!) 
Ho scelto due Blu perché vi rimanesse l'imbarazzo della scelta. 
Ve l'ho detto, non era una gara.


Grazie Raf, grazie Proce, grazie Paracetamolo. 







martedì 8 ottobre 2013

La Tour Paris 13

\\\ ATTENZIONE!
Quello che non vi hanno ancora detto su La Tour Paris 13 è che sarebbe davvero il caso di arrivare prima dell'orario d'apertura (suggerisco per le 10.30-11) senza dimenticare di portare viveri e acqua, perché probabilmente nel week-end resterete in coda fino a pranzo. Motivo per cui vi conviene andarci in compagnia (così avrete qualcuno con cui sfogarvi o darvi il cambio per andare in bagno). Ve lo raccomanda una che non ha fatto niente di tutto ciò e per questo è rimasta più di 4 ore in piedi senza bere e senza pisciare (con la sola compagnia di Mos Def nelle cuffie). //

Come dice il nome, 
La Tour si trova a Paris 13...
Il 13esimo arrondissement fa pensare un pò a Berlino, perché è pieno di nuove costruzioni ed è un mix di generi e atmosfere, da chinatown agli squats, dai cafés sulla Senna ai grattacieli. Io ci andavo per il corso di teatro, per frugare tra le chinoiseries... ma soprattutto a bere vino negli squats o lungo la Butte-aux-cailles. A proposito, vi dice niente questa via? Dà il nome a una battaglia della Comune di Parigi, e infatti alla Commune è intitolata la piazza che vi si incontra. Un luogo di culto della rivoluzione! Va bè, l'ho fatta un pò lunga per farvi "annusare" che La Tour sorge nel posto giusto.
E adesso entriamo...
9 cazzo di piani!!! E ogni piano ha più stanze, dipinte da cima a fondo da artisti di tutto il mondo. La Tour è una vera esposizione "street": gratuita, senza guardiani all'interno che ti seguono come stalker o che si impolverano sulle loro seggioline. Niente laser, niente vetri di protezione, niente cordini, niente di niente: ti potevi spalmare sui muri se volevi.


Un incredibile inventario di stili, tecniche e codici figurativi fa di questo bâtiment un'enciclopedia della street art. Dallo spray ai gessetti, dall'incisione del legno alla lavorazione della carta, dall'illustrazione alla calligrafia, dagli stencil ai poster, dal writing alle installazioni. Affreschi, vetrate e studi della luce mi hanno fatto pensare che l'arte è eterna anche se cambia forma, o nome.

Il Piano  -così LeGrandJeu ha chiamato l'étage italien- l'ho trovato il più elegante. Nonostante le reazionarie politiche nostrane, la street art Made in Italy continua a fare la sua porca figura. Lo stesso vale per il writing, rappresentato da un maestro come Dado (che da bolognese adottiva non posso non sbandierare).

Morale della favola
Non si può più negare che la street art sia l'arte popolare del nostro tempo. Un'affluenza così vasta e variegata di pubblico parla da sola, o meglio dimostra che la street art è in grado di parlare a tutti. Certo, è la street ad essere così democratica, non il writing. E direi che è cosa buona e giusta! Il writing si vuole come un movimento autoriferito, con i suoi codici e le sue regole di iniziazione ed evoluzione. Nessuno vi aiuterà a riconoscere le lettere, potete starne certi! Non è un caso se i tag lasciati in giro non se li filava nessuno... invece guardate qua che Supe! ---->
  



Il mio weekend underground è proseguito tra l'11esimo e il 20esimo (se non li vedete entrambi, non avete visto Parigi). Ho fatto anche una puntata nella banlieue di Saint Denis per assistere a delle perfomances poco entusiasmanti (ma c'era il vino a un euro, mi hanno ricomprata così!). Purtroppo non ho foto di Saint Denis by night perché la faccia del mio amico diceva "ti prego fammi evitare problemi" e così ho lasciato la macchina in borsa. A proposito di inconvenienti dans la rue, la notte successiva io e le mie amiche l'abbiamo finita in un commissariato di polizia. Ma questa ve la racconto alla prossima puntata!

[Judit, questo post è dedicato a te. Grazie amica mia!]

lunedì 4 marzo 2013

Brand new Blu!

C'ho lo scoop fresco frescoooo!
E non è assolutamente merito mio, sia chiaro. Chiara non si dà da fare ultimamente..
Invece Mr Frank non ha perso tempo e ci ha regalato questi scatti:
Avete riconosciuto l'artista? Spero di sì, altrimenti ho sbagliato pubblico di lettori;-) Come svela già il titolo (in un disperato tentativo di guadagnare views) è
N I E N T E P O P O D I M E N O C H E

Bluuuuu a.k.a uno dei più grandi artisti contemporanei a.k.a mi emoziono solo a nominarlo, figuriamoci a chiedergli il permesso di fotograrlo! Per fortuna c'ha pensato il buon Frank..

Ora vi starete chiedendo:
Dove sta lavorando Blu? Non ve lo dico!
A cosa sta lavorando Blu? Non lo so, è ancora in progress
Ma soprattutto... chi diavolo è Frank??? Un paparazzo della street art? Un informatore segreto di Patate & Cipolle? Uno stalker intercontinentale di Blu, giunto a Bolo dalla Boca?

Non diffonderò la sua identità per proteggerlo (così magari mi fa altre foto, daje Frank!)
Vi basti sapere.. che c'è del Frank in ognuno di noi. Siamo tutti un pò Frank quando ci troviamo davanti all'immensità (letterale e metaforica) dei lavori di Blu: facciamo qualche passo indietro, ancora qualche passo indietro.. e scattiamo.

martedì 13 novembre 2012

Romashitty

...Se ssei de Roma o cce vivi, puoi skippare che tanto San Lorenzo già 'o conosci!


Per tutti gli altri, questo è un estemporaneo "Romashitty" offerto dal team editoriale di Boloshitty, che come saprete comprende me, me e me. Insomma è un week end a zonzo per Roma, che qui per farla sporca si riduce al quartiere universitario di S. Lorenzo -un pò perché è pieno di muri dipinti, un pò perché ci abitano le mie amiche e quindi è sempre la zona che frequento di più. 



Preferivate che vi parlassi della mostra di Guttuso al Vittoriano? E allora.








Riguardando le foto, mi è venuta una spinta curatoriale, perciò ho deciso di seguire il fil rouge del volto, nella selezione che vi propongo.

Ora... non vi attacco un pippone sulla metafisica del "volto dell'altro" in Levinas per sedare la nostalgia di Via Zamboni 38, però insomma: lasciate che questi visi vi si rivelino (yo).



Il primo viso è ottenuto graffiando via il colore bianco dalla vetrina. Firmato Borondo, come il poster sotto. 
Del giovine Borondo c'è anche un'esposizione nella galleria 999, che mercanteggia solo street art e di altissimo livello. Se non si vende, che Arte è?!
(Sapete come la penso, e infatti loro stanno in una galleria superfiga, e io a scrivere su un blog di tuberi, che-mi-va-già-grassa-se-mia-madre-mio-cugino-e-gli-amici-dai-tempi-del-liceo-trovano-il-tempo-di-leggere-così-Chiara-è-contenta).

Ergo, non imitatemi. E fate un salto a vedere i graffi di Borondo.








P.S. Grazie a Vale1 aka Sma per avermi fatto da guida, reggendo pure l'ombrello e una rete di patate (che poi abbiamo cucinato con le cipolle, ovvio!)