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lunedì 11 novembre 2013

BrainStorm II

BrainStorm II – Il nuovo album di Brain (FNO) | Gold, Your Street Dealer | Firenze

Ho iniziato a scrivere per Goldworld, una rivista e una marca alle quali ero legata da tempo, anche per buffe questioni di omonimia. E torno a scrivere di Rap.

Va da sé: è stata un'emozione scrivere questa recensione, se vi va datele un pò d'attenzione!

BrainStorm II – Il nuovo album di Brain (FNO) | Gold, Your Street Dealer | Firenze


domenica 21 ottobre 2012

ZEF

Zef secondo i Die Antwoord 
"Die antwoord are a fre$, futuristik, flame-throw-flow-freeking,
 zef, rap-rave krew from da dark dangerous depths of Afrika"

A quanto ho capito la parola zef è più o meno l'equivalente afrikaans di kitsch

I Die antwoord (in afrikaans: La risposta) sono un gruppo che ha decisamente saputo farsi notare. I tre (2 vocalist identificati e un produttore misterioso) vengono dal Sud Africa (un po' come tutti noi, visto che i nostri bis bis...bisnonni habilis e sapiens sapiens erano di lì). 

Quanto all'afrikaans (lingua in cui la band scrive, insieme all'inglese) è in un certo senso un pastiche linguistico che si è formato a partire da dialetti olandesi, il parto meticcio di un lungo processo di colonizzazioni.
La parola zef viene dalla contrazione di Ford Zephyr, l'auto più usata dalla classe operaia bianca tra gli anni '60 e '70 (per questo qualcuno la traduce con popolare o comune).
Ad ogni modo il termine, una volta preso in prestito dal gruppo, si è caricato di un'ulteriore valenza estetico-culturale, dando nome a un movimento, uno stile.
Zef is..
 Ninja: "South African slang term that describes a unique South African style which is modern and trashy and also includes out-of-date, discarded cultural and style elements"
Yolandi: "It's associated with people who soup their cars up and rock gold and shit. Zef is, you're poor but you're fancy. You're poor but you're sexy, you've got style."
Jack Parrow: "It's kind of like Posh, but the opposite of Posh"
un'ispirazione: la fotografia di Roger Ballen
Quello che colpisce dei Die antwoord non è (sol)tanto il genere musicale, quanto l'estetica nel suo complesso. Il loro zef è kitsch, freak,  pop, hip-hop, rave, street, hardcore, trash, fashion, horror, cartoon e chi più ne trova, più ne goda. 
I video sono davvero una componente essenziale dei loro brani, e infatti è il gruppo stesso a idearli.

Leon Botha (4 giugno 1986 - 5 giugno 2011)
In particolare Ninja non è solo un rapper e produttore attivo dal '95, ma anche un artista visivo. Ha codiretto molti dei videoclip, curando persino costumi, body painting e coreografie. Suoi anche graffiti e ambientazioni. Suo stretto collaboratore è stato l'artista connazionale L.E.O.N. (learning element of nature), presente anche nel video Enter the ninja, scomparso nel 2011 all'età "mentale" di 26 anni (era affetto dalla Progeria).
Evil boy




Cosa vi sembra questo zef? Banale postmoderno o un genuino local kitsch? Una controcultura o una montatura? Siamo così abituati al pubblicitario, che ormai tutto ci sembra fatto ad arte, artefatto. Ma certo è che il miscuglio (di culture, stili, lingue...) è la reale condizione contemporanea - del Sud Africa per motivi storici, ma anche di tutti noi che se non altro viviamo e ci nutriamo in rete.




Vi saluto con due riferimenti: 
1) Questa è l'opera che ha ispirato la scena della visita ginecologica di Lady Gaga in Fatty boom boomE` di un illustratore sudafricano, Anton Kannemeyer, anche lui non poco provocatore.


2) Visto che abbiamo già trattato di tatuaggi che hanno un senso (anche se poi questo blog viene trovato su google quando cerchi "tattoo ali d'angelo", che tristezza!) spendiamo due parole sui tatuaggi di Ninja. Guardatevi questo documentario sulla gang Numbers, girato in un carcere sudafricano. I tatuaggi del rapper ricalcano lo stile gangster (come se già non facesse abbastanza paura).


Piaciuto?

giovedì 26 aprile 2012

Tarassaco*Piscialetto

Ho fatto la pipì a letto.
Come mi vergogno.
Le lenzuola, che ne faccio, le nascondo?
Già li sento... 'Piscialletto, Piscialletto' canteranno,
non lo sanno perché tremo -che ne sanno
cosa c'è dentro l'armadio...
io apro e lo scontro
mi trova disarmato,
in panchina, come ieri,
-la mia squadra perde sempre...
-tu non c'eri!
Al campetto non tagliano mai l'erba,
ci crescono pure i soffioni.
Ecco cosa spero: sparire in un soffio,
diventare altro, tanto
lo sento, lo sento che qui stono.
Questo è l'intro di Tarassaco* Piscialetto, scritto e speakerato da me. Sì, si poteva fare di meglio -e il cd infatti è molto meglio!

copertina di Tarassaco*Piscialetto

Vi piacciono i fiori?  Io prima li odiavo perché belli e effimeri, perché muoiono presto. Ora li amo perché belli e effimeri, perché muoiono presto. Eros e thanatos. Pensare a tutte quelle geniali tecniche d'impollinazione, agli insetti che succhiano e depositano. Seduzione di profumi e colori, fecondazione, crescita e poi... quell'accartocciarsi, svuotarsi, chinare il capo e tornare alla terra in putrefazione. Entrare nel cerchio e alimentare altra vita. Morire in altro non è un pò come partorire?

Veniamo al tarassaco. Un'erbaccia. Lo chiamano anche piscialetto, perché leggenda narra che, se lo cogli, fai la pipì a letto. In questo album il senso di Piscialetto si fa più psicanalitico: pisciarsi addosso è come regredire all'io infantile, all'inconscio, scontando le paure più profonde. E se decidi di non nascondere le lenzuola? Se decidi di esporre i tuoi mostri alla luce del giorno, per esorcizzarli? Allora scrivi 17 brani sui beat di dj West. Dj West non li ha nemmeno ascoltati tutti, perché è fuori dal mondo, cioè dentro. Se gli soffiamo un pensiero, magari arriva...*

Chi non ha mai soffiato un soffione? Quando è giallo è di un bel giallo, quando invecchia mette le piume bianche, come noi, e si prepara a disperdersi. I suoi semi sono dei paracadutisti... in volo verso? Chissà, certo è che fanno il verso alla vita: dissoluzione e rinascita. Il Tarassaco simboleggia la vita e i suoi cambiamenti, e lo fa meglio dell'uomo, perché in maniera più semplice... corsi e ricorsi, eterno ritorno. Mette radici un pò qui e un pò là, dove capita, resistendo al tempo che trova. E` una pianta selvatica, spontanea, non un vaso da giardino. Gli basta poco per stare al mondo, e quel poco se lo prende da solo. Non ha pretese il tarassaco, nemmeno grandi aspettative. Tu che lo cogli forse ce le hai, allora chiudi gli occhi e soffia.

ASCOLTA IL PROMO UFFICIALE:
Promo Tarassaco*Piscialetto
Claver Gold

E' stato mixato da dj Lugi, un artista che non ha bisogno di presentazioni visto che si parla davvero dell'abc dell'hip hop italiano, e del suo ἀκμή

 "Ho scritto questo disco come fosse l'unico, ho scritto questo disco come fosse l'ultimo"

 E` stato un lavoro sudato e voluto, e nessuno degli artisti che vi hanno preso parte è stato remunerato per farlo: ci avranno creduto anche loro (eh sì, ogni tanto i feat sono veri sodalizi artistici, anziché stucchevoli trovate commerciali). L'unico modo di supportare questo tipo di musica è comprarla.That's underground, dude.  Anche l'etichetta è una scommessa: Glory Hole Records esordisce insieme a Tarassaco. 
Big up.

Un assaggio di Tarassaco

domenica 25 dicembre 2011

Il Kaos e la stella danzante


Il rap è dionisiaco?


E' Natale, il giorno della Coca Cola e di un grande uomo extracomunitario. Il mio pensiero va ad un caro amico, rinchiuso anche oggi fra quattro mura. Gli hanno lasciato solo penne e colori... perciò gli auguro di prendere il volo con quelli. Per vari motivi questo post è dedicato a lui.


Che cazzo c'entra l'hip hop con Nietzsche? Che volete che vi dica, forse condividono solo il fatto di starmi in testa entrambi, forse la sottoscritta ha mangiato troppo, forse di qua forse di là.
Kaos One & Dj Craim, @Sottotetto, BO


Kaos one, il 'Maestro' del rap italiano, è uno di quegli artisti che sono riusciti a mantenersi 'underground', nonostante il successo, nonostante i tempi. Una mosca bianca e hardcore in mezzo a tanti moscerini.
Questa foto è del suo ultimo concerto a Bologna. E' il contributo di Eleonora Berloni a Patate&Cipolle (Grazie Ele e Delli per la bellissima serata).
L'ho avvistato in stazione due giorni fa, e ho pensato: perfetto, ora lo fermo per una domanda senza senso e  pubblico la sua reazione. Così l'ho pedinato per qualche metro, ma aveva il passo svelto di chi ha da pensare ai fatti suoi, e allora ho desistito -che diritto avevo di rompere le palle ad un artista che di pubblicità non se n'è mai cercata? Niente grandi etichette, niente Mtv e niente stereotipi e basse visioni che affliggono buona parte dell'hip hop commerciale. 


Usiamo la tavola Ouija che compare nella copertina del suo ultimo lavoro e proviamo a comunicare con i morti: Friedrich ci sei?
La musica per Nietzsche è l'arte dionisiaca. Contrapposto al mondo apollineo delle immagini, dell'apparenza e del sogno, il dionisiaco è il mondo dell'ebbrezza, della musica e della danza -è ciò che ribolle sotto le belle illusioni: il sostrato di caos, dolore, eccitazione, oblio di sé. Don Kaos come Dioniso?
 Il filosofopreferitodailiceali osserva che nella poesia del canto popolare -dionisiaco- il linguaggio è teso al massimo per imitare la musica. Ecco dove mi viene in mente il rap. 


           
  Pensiamo al concetto di flow, al beat-making, al freestyle: sembra proprio che nell'hip hop il senso sia guidato dal suono, che i significati e le parole vengano fuori dalla ricerca metrica, ritmica, melodica. Il significante non è un simbolo, un corpo morto che porta l'anima del significato: è invece tutto ciò che conta, è carne viva che suona, è gioco percettivo. La musica crea il concetto. Si tratta allora di un concetto "musicale", irrazionale, dionisiaco? 
Affogate pure queste riflessioni nel vino. Buone feste.