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martedì 6 novembre 2012

Fashion pulci

Non è un post, è stalking in Montagnola. 
Ho interrotto con la pioggia, ma conto di ricominciare il prossimo week end. Denunciatemi pure. Che colpa ne ho se il bello mi attrae come il neon fa con i moscerini sprovveduti?

Cominciamo con Lei... avvistata alla bancarella delle stoffe, credo fosse lì per lavoro -ipotizzerei " stylist milanese". Ho anche origliato che il collier in metallo che porta al collo se l'è disegnato da sola. Se la tirava un pò. Altro non so.

In Montagnola da qualche settimana è arrivata una bancarella di conchiglie senegalesi, una meraviglia di bianco perlato e puzza di pesce fuori stagione. Quanto amo i mercati. E nonostante odi abbastanza gli umani, quattro chiacchiere le faccio sempre volentieri nei posti così. Forse più con chi parla a stento l'italiano che con chi parla bolognese, ma va bè, siamo tutti sulla stessa barca! ( A pescare bellissime conchiglie?)

E a proposito di barche, guardate qua: questa sì che è da mercatino! L'ho avvistata due giorni fa, ormeggiata al porto di S. Benedetto. Il massimo per un'amante degli ex voto  come me.
Il senso di questo post 
non lo cercare, perché non c'è.
 (A volte si va meglio a naso:
la puzza di pesce ti porta al mare blu)







giovedì 15 marzo 2012

A ruota

E` un periodaccio gente - lo dico sempre? - ma al sole di Piazza 8 Agosto ho trovato una bancarella di vinili, e tanto è bastato a rincuorarmi. Se mai ascolterete nuovi beat hip hop con campioni da "La voglia di sognare" di Ornella, è me che dovete ringraziare! (Il male di vivere è proprio un tema da Claver Gold... vediamo un pò).
Volevo scrivere un post, per il piacere di scrivere un post. Un pò come fumare. E io ho smesso: mi restano i post.



Quando abitavo a Parigi a un certo punto mi ero fissata con i furgoncini dipinti (trucks), ne ho collezionati tanti, quasi tutti brutti, ma mi piaceva cercare di acchiapparli mentre andavano lenti nel traffico (aprire la borsa in fretta, la custodia, tirar fuori la compattina, mandare una raccomandata per dirle che volevo scattare, aspettare, invecchiare e alla fine, finalmente lo scatto). 
Ecco perché qui vedete solo gli esemplari parcheggiati! Eh sì, ci vorrebbe una reflex...
 
Ma in fondo Patate&Cipolle è bello perché ('proletario'?) 'terra-terra', a partire dal nome. Mi è stato detto che un titolo più comunista non lo potevo scegliere (trionfo sotto i baffi!). Scelta quanto mai inopportuna visto che seppellisce il blog sotto l'infinita mole di siti di cucina, ma pazienza, io questo nome volevo! Mi piacciono le patate e mi piacciono le cipolle, per tanti ma tanti di quei motivi che quasi quasi ci faccio un post!

Torniamo ai camioncini. Camioncini di ricordi di una città che ho girato in lungo e in largo, in alto e in basso. E ora? Potrei mettermi a documentare i camioncini italiani... o quelli di Bologna per Boloshitty, ma no, non è uguale (e non se ne vedono tanti!). La fissa è passata, il momento è passato, anche se... l'eterno ritorno avrà un fascino eterno su di me. Va bè.


A Bologna mi sono consolata con gli sticker e i poster (voi writer pensatela come vi pare, ma c'è sticker e sticker!) Ed è arrivata la fissa dei lucchetti. Cara Angela Custode, ovunque tu sia, se mi leggi, mi sono innamorata di te! No, dico, parliamone... 
Bisogna che me la concedi un'intervista prima o poi!


Dopo questa dichiarazione di manìa, vi saluto e stacco. Statemi bene!

domenica 26 febbraio 2012

Rovistando qua e là

Qualcosa mi dice che è ora di un post! Ci pensavo già da un po’…Ma che post? 


Un po’ d’ansia da prestazione e, diciamola tutta, un po’ di ansia da target.

 Qual è il target di Patate&Cipolle? Che brutta parola da marketing… Riuscirò ad accontentarvi tutti, cari miei? Accontentare, che brutto verbo! Mi perderò qualcuno per strada ad ogni cambio d’argomento? Come smuovervi, smuoverci? L’etichetta è chiara: filosofia underground. Si sta due piedi sotto, ma la filosofia fa così… fruga dappertutto, come faccio io nelle bancarelle dei mercatini.

Venerdì a Bologna c’era un sole bellissimo, nell’aria promesse di aperitivi all’aperto…Piazza S.Francesco, Piazza S.Stefano, parchetto S.Leonardo, Azzo Gardino, giardini Fava, Margherita etc, etc, etc: alcol, antistaminici e la Bologna che preferisco.



E Insomma mi è venuta voglia di fare un giro in montagnola. Cos’è la montagnola? La risposta la salto, perché la conoscete tutti, bolognesi e non. 


Con la mia solita compattina da qualche pixel ho cercato di catturare un po’ di spirito di montagnola. Se ho fallito è stato per eccessiva timidezza (non volevo essere troppo invadente, ma la prossima volta oserò di più!).



Comprare, non comprare... superare l'impasse comprando per amore, fuori dalla GDO, a tu per tu... non 'beni materiali', ma souvenirs in senso buono: ricordi, passato depositato su un oggetto, energia, misteri senza etichette...




Arriverà anche la multinazionale dei mercatini a rovinare tutto??





Dal mercatino bolognese il mio pensiero non può non volare al mercatino dell'antiquariato della mia città, che adoro come i bambini adorano i negozi di giocattoli.




E' lì che domenica scorsa ho comprato questa specie di teiera, da un simpatico argentino che non sapeva nemmeno lui cosa fosse esattamente . Forse è un servizio da sakè, forse una chinoiserie, forse, forse, forse… di sicuro è una magica zucca dorata (ceramica spruzzata di oro “zucchino”) con le tazzine zucchette. Il tappo che chiude il beccuccio (che richiama un pene in erezione, non dite di no) è in realtà una dolcissima lumachina. Che vi devo dire, 20 euro ben spesi! Arrivati fin qui mi saranno rimaste solo lettrici?? Scusate! Ritornate un attimo per un messaggio che riguarda tutt*



Giovedì prossimo c'è un evento importante, che ci tengo a segnalarvi. Per chi è a Bologna il 1 Marzo c'è la  MoveParade, una giornata di festa ma anche una giornata di lotta. Si chiede davvero poco: diritto di cittadinanza per tutti, parità di diritti.  Parlerò in un altro post di cos'è l'On the move e cosa fa, per ora cito al volo dal loro blog: "Ci chiamano migranti di seconda generazione (...) Non sanno che il nostro nome non è seconde generazioni: noi siamo generazioni in movimento. Noi siamo migranti e italiani, nativi e non, ma lottiamo insieme contro il razzismo istituzionale che ci vorrebbe divisi tra i banchi di scuola e nei luoghi di lavoro...". 
Se ci siete, fate un salto il primo Marzo! Ecco cosa potrebbe smuovervi, smuoverci.
Peace.