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martedì 14 aprile 2015

Haiku fiorentini


#1
Vo diladdarno
vestita seta e fiori
sete d'amori

#2
dillo agli ulivi
la notte ha i muri bassi
sbaffo di luna


#3
calici rossi
nascosti dai cipressi
baciarsi a morsi

#4
magia del verde
o delle cosce nude
(Santo Spirito)


#5
nuvole rosa 
sull'Arno non si pesca
fiume di gente






photo credits: Matt

venerdì 1 agosto 2014

Star quasi bene

Lo so, avevo promesso che non ne avrei fatte più di queste copertine... 
Ma il fatto è che prendersi per il culo è così terapeutico!!!
Voi prendetemi con la dovuta leggerezza, mi raccomando ;-)


Se vi siete persi le altre copertine, meglio così! 
Ma se proprio proprio... le trovate quiqui, qui e qui.

Statemi bene!
Claire





martedì 4 marzo 2014

Nessuno (elegia)




Non lo so se vi può piacere (ditemelo voi). Per la prima volta trovate una traccia audio, perché mi piaceva farvi ascoltare dalla mia voce (ma sotto c'è anche il testo).
Cos'è? Una poesia, una lettera d'addio, un monologo teatrale... come vi pare.
Chi parla? Una Penelope di oggi alle prese col suo rituale. Dopo l'amore, l'elaborazione... dopo tanta attesa, la pace.



Nessuno (Elegia)

Stamattina piove a dirotto
ma sono venuta lo stesso
la gonna fradicia e l'ombrello rotto...

Mi sono fatta un gran mazzo


di fiori sgualciti
(non so più quali preferivi
così te li ho portati tutti)
alcuni hanno nomi che neanche ti immagini
colori che forse sbaglieresti...
Profumano tutti di ieri.
  
Ti seppellisco ogni giorno da più di cent'anni
ci ho messo tanti di quei fiori, credimi
ma neanche una lapide per i passanti
"Chi è morto qui?" "Nessuno, andate avanti!"

C'è un porto qui, ma le navi son salpate
il faro è abbandonato e non ci si vede più...

Andare avanti, guardando indietro
tornare      a quand'eri bambino
tenerti sul seno, prenderti sul serio
quando sogni male e ti sudano le mani
-Giochiamo a scambiarci gli incubi?
I tuoi non mi fanno paura, me li prendo volentieri
pensi di farcela tu con i miei?

Vorrei fare l'amore con te
sapendo che è l'ultima volta
l’ultima notte e sei già      sparito
l'ultima nota nel nostro spartito

Vorrei fare la morte con te
perché la vita ci tiene separati
ma nella prossima spero
che ci ameremo da cerbiatti!

In questa lo so, ti ho amato solo
nel modo sbagliato
è che non riesco a trattenermi:
ho il cuore affamato
e mi viene sempre voglia di ingoiarti.

Ti scrivo ogni giorno da più di cent’anni
la trama che ogni notte disfo
perché non mi piace mai il finale
perdo sempre il filo
e non so mai farti tornare...
“Chi aspetti qui?” “Nessuno, Nessuno!”

Shhhh 
Ascolta… non c’è niente da sentire:
questo è il nostro canto muto
le parole che non ci possiamo più dire
e quelle che in fondo non ci saremmo detti mai
-ma tu lo sai, il più bello di un pezzo

sono le sue pause, è il suo silenzio!


La musica che ho scelto è degli Hungry Ghosts, I don't think about you anymore but i don't think about you any less

claver gold mr nessuno claire patate & cipolle canto muto

sabato 28 dicembre 2013

STARMALE

Il disagio adolescenziale non ha età. E a chi come me è cresciuta a pane e Cioè, viene quasi spontaneo visualizzarlo in una copertina di rivista (magari adesiva).
Perciò, ecco a voi la prima di una lunga serie (manco a dirlo, ho fatto tutto da sola).




Come leggere questi fake di magazine? Innanzitutto come cover di STARMALE, un progetto che mi ha fatto tanto ridere e che non potevo non emulare.
In alternativa leggeteli come il fallimento del duro lavoro della mia analista, ma insomma leggeteli, ci ho messo tanto amore e tanta incoscienza!

Buon anno nuovo a tutti, vi auguro di STAREBENE!

giovedì 31 gennaio 2013

Virus



Saremo pure foderati di aggeggi Apple, ma non siamo dei mac: noi prendiamo i virus. E in questo periodo gira un gran figlio di Trojan che distrugge l'intestino (lo testimonia una sopravvissuta). A chiunque dicessi che stavo male, la risposta era sempre: "oh pesantissimo quel virus, ce l'ha avuto anche.." finchè stamattina ricevo l'sms di un'amica, che vi riporto:



Il virus ha aggredito anche me e non è stato affatto indulgente, anzi devastante direi... ho sentito che ce l'ha talmente tanta gente che se scrivessi un articolo in merito alla nuova arma di distruzione di massa, sPOPOleresti! spero davvero tu stia meglio tesoro... smackete

Interpreto il POPO in maiuscolo come un rimando alla popò, modo carino per dire... [n.d.r. ]

Siccome il lavoro al momento mi succhia tempo e linfa vitale, non ho modo di scrivere questo sicuro bestseller sulle più subdole armi di distruzione di massa. Allora generosamente vi giro l'idea... abbondate di teoria del complotto, cospargete il tutto di simboli massonici, alieni q.b., citate giusto un pizzico gli illuminati e, mi raccomando, splatter a volontà!

Io, da solita depressa di sinistra, preferisco concentrarmi su quell'insensato senso di colpa che ti assale se ti metti in malattia quando stai per morire (e il tuo contratto neanche prevede la malattia perchè dovresti essere free-, ma invece sei solo free-gata, sempre e comunque).

Com'è che ci hanno ammaestrato così bene, Michel?

Post dedicato a Tata Vale che col suo sms ha scatenato tutto.

giovedì 13 dicembre 2012

Improvvisazione

-Vado a vivere a Parigi
-Però Parigi ha il cuore freddo, non vorrei che ti scottassi
-Lasciami fare, si vedrà
-Spero di non vederti più
-Che intendi?
-Non mi va di aver pena per te se non riesci...
-presuntuoso da parte tua
-cosa?
-provare pena per gli altri. Cosa ne sai di come stanno gli altri?
-se ti vedo piangere...
-che ne deduci?! la deduzione mica è empatia, non stai nei miei panni cazzo
-in realtà oggi ho preso la tua camicia... e anche il reggiseno che fa le tette enormi
-ti hanno guardata di più?
-sì, a dire il vero. Dovevi vedere il macellaio!
-strano
-perchè strano? lo dici anche tu che fa sempre colpo
-strano che un macellaio non sia già abbastanza nauseato...
-dalla carne?
-già. E` un pò triste
-è triste che le tette abbiano tanto potere
-le tette o le marche di reggiseni?
-già. E` un serpente che si sgranocchia il sonaglio
-le top model dovrebbero scioperare
-per tutte noi
-anche le operaie dei reggiseni, e le commesse, e le pubblicitarie
-ma cosa dici, loro non possono
-perchè?
-con quei contratti lì? zitta per piacere
-non c'è lavoro che non somigli alla prostituzione
-e tu cosa speri di trovare a parigi?
-poco importa, è la cornice...
-barbona si dice SDF, te lo anticipo
-ci sono tombe importanti
-ecco, ti fai due chiacchiere con Modigliani
-chissà che ne pensa dei reggiseni di oggi, delle donne di oggi
-...oh se sarebbe bello!
-cosa?
-cosa? scusa, immaginavo
-cosa??
-di essere un Modigliani
-e come ti vedi?
-elegante e primitiva. perfetta.
-è la cornice che potenzia. Chissa se Parigi è quella giusta...
-Parigi è una vecchia intellettuale
-dovrei incorniciare le tele che ho in casa
-il passepartout fa la differenza
-serve una cornice... per vedere bene le cose
-l'inquadratura
-senza un quadro di riferimento... si va alla cieca
-un frame 
-che non sia una montatura 
-ora non farne una questione ontologica, torna alle tombe
-porterò dei fiori a Modì e gli racconterò dei reggiseni
-perchè?
-deve sapere
-devo andare sai, si sta facendo tardi
-già.
-già cosa?
-già tardi

martedì 3 luglio 2012

Bianconiglio

Tic 
Tac 

Tic

Tac

Tic                   [memento mori, caro il mio blog]


Tac



E` tardi!!! E` tardi!!!

-Non c'è più tempo!!!
-Sei in ritardo!
                     -Non ora, fra un pò

-Aspettatemiii
-Giugno è volato
-Ancora niente post, mannaggia a me
-Continuo a rimandare
-Devo far aggiustare quel c**** di motorino
             -Andare a riprendere il tavolino
-Ma quando?

-Oggi no,                   che  vado troppo di fretta
-Su e giù
 qua e là
-STAMATTINA NEMMENO HO SENTITO LA SVEGLIA
                  -o meglio l'ho sentita ma l'ho rimandata
                             -non ci volevo credere che era già ora
-e si è fatto tardi......  CORREEEREEEEEEE

 Non ci pensare... follow the white rabbit-follow the white rabbit-follow the white rabbit

-"Decapitatelaaaaa" urla la regina


lunedì 11 giugno 2012

Formaggi e panteismo

Se sei un integralista vegano, questo post non fa per te.
Se sei allergico ai latticini, questo post non fa per te.
Se hai la puzza sotto il naso, questo post non fa per te.

Qui si parla del divino che è nelle cose, delle tracce di divinità sparse ovunque, della fusione intima tra gli esseri del mondo, per essere l'uno il nutrimento dell'altro. Si parla di una delle arti umane più antiche, di magiche esperienze sensoriali, di estasi e godimento, del bello di vivere su questa terra, della sua accattivante disarmonia. Ci si muove lungo l'irrintracciabile confine tra puzza e profumo, nel microcosmo di fermenti, batteri, muffe spettacolari, tra le meraviglie della chimica, mossi da quel piacere che si esprime in un "mmmmm...".

Si parla di formaggio. DEUS SIVE CASEUS.

Sapete come viene fatto il  formaggio di fossa? Lui si che è underground.
Conoscete la storia del Gorgonzola ? Ah, se le muffe si potessero incorniciare!
E che dire dei formaggi francesi? Mi raccomando, si mangiano alla fine del pasto.

Il bello di essere terreni e mortali è che abbiamo questo naso, questi occhi, queste papille gustative. Degustare un'accoppiata di vino e formaggio ti fa toccare il cielo con un dito... il paradiso è qui gente, e puzza di formaggio. Puzza come noi.
Gustarli da soli è già una delizia, ma la generosità dei formaggi permette creazioni diaboliche. Vi confesso i miei gusti sessuali, ops volevo dire i miei mix preferiti: pizza ai 4 formaggi, magré di canard in salsa roquefort, pop corn al formaggio di blockbuster, rucola e scaglie di parmigiano, gnocchi ai 4 formaggi, FONDUTA, tomino e speck, caprese, crema al mascarpone... 


 E voi? Di cosa vi è appena venuta voglia? Cosa vi fa dire "Dio che bontà!"? Ricordo che su questo blog si può commentare anche in modo anonimo, perciò dai, buttatevi e condividete il vostro piatto formaggioso preferito!

martedì 17 aprile 2012

Ode ai linfonodi

In preda ai deliri da farmaci, sono stata posseduta da Orazio-poi l'aborto:

Non chiedere, Claire -non è dato saperlo- quale decorso avrà la malattia, e
non tentare l'oroscopo di Rob Brezsny. Com'è meglio, tutta la sfiga che viene, sopportarla- sia che Giove ci regali molti inverni, sia che questo di aprile sia l'ultimo che sfianca a colpi di malanni. Bevici sopra -se non hai preso antibiotici- e dacci un taglio con tutto questo sperare, che tanto il week end è breve, e ormai fottuto. Mentre scriviamo il treno è già passato-strano. Aggrappati all'oggi, meno che puoi credendo nel lunedì.
LinfonODI, 1 11 8 
(Per la versione originale vi rimando al libro di latino del liceo. Se lo riaprite non è che vi fa male, anzi.)

Non riuscivo più a parlare,  ma riuscivo a vaneggiare. E la mia adorata Barbie (che non è una bambola, ma una bionda in carne ed ossa) mi ha ospitato in casa sua, sfamato e curato. Tanto anche il suo week end era spacciato, perché si era ridotta all'ultimo per preparare un esame. Così io le rantolavo accanto, mentre lei studiava i 'disturbi dell'apprendimento' in preda all'ansia (un'ansia sotto forma di tricotillomania). E mentre i miei linfonodi combattevano la battaglia per me, e la sinusite mi faceva scoppiare la testa, ascoltavo... Saranno stati i fumi dell'aereosol, ma mi sono fatta il viaggio che cerco di riportare...

Disturbo da deficit di attenzione e iperattività, la sindrome infantile più studiata a quanto pare. Wtf? Iperattività, disattenzione, impulsività, ecco di che si tratterebbe. Embè, pure io!
Il bambino affetto da DDAI:
* Passa da un gioco a un altro senza mai concluderne uno. Io non ho mai finito un disegno... se poi parliamo di veri giochi oh dio, mi stufo prima di iniziare.
* Spesso ha la testa da un'altra parte "Eh? Ma no, non me l'avevi detto, non mi pare proprio"
* Si può rimanere colpiti dal disordine con cui gestisce i suoi spazi e il materiale scolastico
Io nemmeno ce l'avevo il materiale scolastico, me lo prestavano i compagni precisini, e la mia camera è un mercatino delle pulci, la mia scrivania un tavolo della mensa...
* Ha difficoltà a rimanere seduto fermo al proprio posto lo dici a me, mi si addormentano sempre le gambe, e a letto non ho mai trovato la posizione del sonno.
* Risponde troppo velocemente, interrompe gli altri.  azz lo so, lo so, quant'è vero! mi spiace, mi viene così, dovrei psicanalizzarmi...
* Non riesce ad aspettare il proprio turno è la gente che è troppo lenta: alle poste, in stazione, dal kebabbaro, la gente è lentaaa
* Mostra un comportamento impulsivo, disturbante scusa per la risposta acida di stamattina, la sfuriata di oggi pomeriggio e i danni volontari a oggetti di stanotte
* Non rispetta le regole non mi piacciono!
* E' impaziente, irritabile, ostinato c'est moi 
* La sottovalutazione dei problemi gli fa compiere azioni pericolose i coltelli mi si conficcano nel dito con facilità -azzz avevo messo su il caffè!
Ma qui, qui mi capirete, so che mi capirete! Cito testualmente dal libro di Barbie:
"Gli oggetti circostanti, soprattutto se nuovi e colorati, gli sembrano molto interessanti ed eccitanti, e lui vorrebbe prenderli tutti (anche contemporaneamente) per giocare ed esplorarli. Purtroppo dopo averci giocato un pò, perde quell'eccitazione iniziale, e vorrebbe qualcos'altro per ritrovare di nuovo quella sensazione". 
Non commento nemmeno. Per me, se non vi ci riconoscete almeno un pò, i pazzi siete voi! Io non sono pazza, ho solo un disturbo da deficit di attenzione e iperattività.

Ognuno ha il suo pusher. Rifletteteci prima di scegliere il farmacista. Ma soprattutto riflettete sul concetto di malattia (sindrome, disturbo o checchessia). Esiste la malattia? Come esiste il peccato, nel caso. Stat rosa pristina nominae. Basta un nome, una definizione, per creare una malattia. Io sono malata e peccatrice, non so voi. E troppo, troppo spesso, ammalata. 

martedì 6 marzo 2012

Blue Valentine

Now that it's time...


Solo ora me ne accorgo:  
ci siamo sempre stati qui,
 in bilico sul bordo.

Così è l’amore, pare
(scompare)
ad ogni passo avanti, 
al primo passo indietro,
al minimo passo falso del caso... 
(mica è colpa nostra)



Avremmo dovuto/ dovremmo                                                  
stare più attenti 
a dove mettere i piedi,
leggere meglio i segni e invece
non facevamo che leccarci e farci le fusa 
sempre a occhi chiusi, come mici ciechi.

Abbiamo danzato per anni una sbronza senza bussola:
la piccola fiammiferaia e il vagabondo, 

io la stronza e tu 
sempre in estate...


Che fare? 
Andare o restare?
A saperlo!
Forse provarci ancora
leggere i segni, attentamente.



Un mondo in un monolocale. MONO, lo dice già, non è per due
MONO è scimmia in spagnolo:
Le scimmie possono star bene in un monolocale,
spulciandosi in eterno, felici e contente.
Noi no, noi saltiamo in aria.
Diranno una fuga di gas, diranno tragica fatalità...
La verità è che siamo una coppia che scoppia in un loculo di monolocale.

s-coppiati (mi chiedo) come vivremmo?
Sarei come il mio guanto, così bello e così solo (uno spreco)
a chiedersi ogni giorno a che punto del cammino ha perso il suo compagno.
Voltarsi indietro non basta, nemmeno rivoltarsi come un guanto:
quando è fatta, è fatta. Perso. Persi. La disfatta.
Cosa ne fai di un guanto spaiato? Per quanto bello, lo butti
(Non io, no, io lo tengo)
Sta lì impalato, il mio, su una bottiglia di vin santo.
Mima un ok -mente però, non è ok
 è un guanto solo, solo un guanto (io non sarei di più)
Chi gliela dà una mano a un guanto solitario? 

Potrei stare a guardarlo ore ed ore
Il nostro amore che si decompone
Com’è bello con le toppe
Com’è vero ora che odora di siero…

Lei aveva grandi labbra e occhi blu
Hai scelto me perché avevo occhi blues e parole grandi
(e tu eri blue, principe blu, Valentino Blue...)
Indietro non si torna: mi srotolo avanti. E e se finisco?
Chi ti asciugherà le lacrime, se non io? (Chi meglio di me? Nessuna mai!)

Vecchio mio, la verità
è che io e te siamo la novità
-lo sai tu, lo so io, il segreto del tempo
non è cambiare fuori, 
ma cambiare dentro
(giorno dopo giorno in fondo
non siamo mai stati gli stessi)
Credo.
 Non è il te di ieri che voglio (addio guanto vecchio)
voglio il te di domani (non lo conosco, ma sento -i segni dell'innamoramento). 
Regalami un paio di guanti per il prossimo inverno
-sceglili tu, lo so che ci prendi!
Oggi a mani nude 
nutrimi di primavera.

 "Moi qui ne crains pas les peines cruelles, Je ne vivrai pas sans souffrir un jour... Quand vous en serez au TEMPS DES CERISES , vous aurez aussi des chagrins d'amour!" 


giovedì 5 gennaio 2012

FOTOROMANZA

Non dovremmo essere qui. E sarà meglio non farlo sapere in giro: le voci corrono veloci. Qui invece si è fermato tutto. Stanno tutti zitti -sicuramente tramano. Saranno ammuffiti ormai, la rabbia li avrà impietriti. Si saranno mangiati il fegato giorno dopo giorno, mentre mettevan su lunghi artigli. Spero solo che Gianna si sbrighi, o che la faccia finita -siamo nel posto giusto.

 
‘Finalmente. Rubato dei bei fiori?’

'Guarda qua. 
Si sono accartocciati così bene!'

‘Sì, sono lugubri’

‘Vedrai quando avrò inciso le foglie, diventeranno mani ammalate, ho già tutto in testa’

‘Su, andiamocene, ho troppi sguardi addosso’




Casa sua è come la sua testa (inesplorabile? Scivolosa). Gianna non butta mai niente, accatasta. Nella sua grotta in subaffitto accumula i ricordi in pile, finché è impossibile rispolverarli. Collezioni di caos, dimora per funghi e trappole di ragno. Gianna dorme con i gatti e piscia con gli insetti. Quando entri hai la sensazione che tutto possa crollare da un momento all’altro. Se glielo fai notare, lei ridacchia.



‘Bevici sopraaa!!!’
‘Ci sei già tu che bevi per tutti e due’

Ma me ne verso anch’io. Certe volte è dura seguirti. Sembri innocua col bicchiere in mano. Il peggio viene quando hai scolato l’ultimo. Dio solo sa a cosa starai pensando. Il dio dei raeliani.


“Chissà come saremmo io e te visti da fuori. Dici che siamo come nelle fotografie?”
“Eh, dipende da chi scatta la foto, ogni macchina ha i suoi occhietti. 
Però non mi farei troppe illusioni: non ti vedono quasi mai con gli occhi ubriachi.”
“Forse saremmo tristi”
“E belli! Come i fiori cadaveri.” 
"Consumati"
"Belli da morire"


Il tavolo comincia a fluttuare. Mi guardo nel vetro e non ci trovo. Perché non siamo? Lo sapevo che non dovevamo andare al cimitero, non si rubano i fiori ai morti cazzo. Forse siamo stati maledetti e non ne siamo mai usciti, siamo diventati fantasmi anche noi. “Che mi hai messo nel vino?” Lei ridacchia. “Un’altra volta?? Devi smetterla Gianna! Fra qualche ora lavoro, che ti dice la testa? No, aspetta non vorrei mai saperlo.”

 Ecco fatto. Va in paranoia anche lei. 
Sarà chimica, sarà empatia: le si attacca sempre tutto addosso -e al solito lei non butta via niente.

“Dai calmiamoci, non volevo fartela prendere male”

 
“Ho già imboccato un tunnel… magari dimmi una cosa bella”



"Ti ricordi?"
"Ti ricordi quando ci siamo conosciuti? Ti vedo come fosse ora. Sei spuntata all'improvviso. Avevi i capelli corti e la sapevi già lunga… Mi hai detto: “Adoro le tue occhiaie! Secondo me ti piaccio anch'io. Scommetti che se ci beviamo un bicchiere diventiamo ancora più belli?”.


Ecco fatto. Sembra salva per ora. Ridacchia.
[the end]
 
Cos’è sta roba? I fotoromanzi li leggeva mia nonna!
Innanzitutto ho rubato qualche foto alla mia amica Fabrr Frustafanali, giovane graphic designer, fotografa autodidatta e sarta in evoluzione (grazie Fabrr, sono tua fan). Scorrendole mi sono innamorata di questo personaggio biondo e ho inventato una storia seguendo le suggestioni delle foto (grazie Jole, per essere stata una musa ubriaca e soprattutto inconsapevole -bisogna che ci conosciamo). Era solo un esperimento senza pretese, buttato giù al volo. Si potrebbe ritentare, le foto non ci mancano. Altrimenti perdonatemi il flop, ma io mi sono divertita!