domenica 18 dicembre 2011

Appuntamento a Belleville

Domenica pomeriggio. Stavo quasi per mancare l'appuntamento col post del week end (un blog precario come il suo tempo?) ma poi ho pescato nei ricordi, pescato nell'hard disk... ed ecco qua.
Oggi ci vediamo a Belleville.
Appena usciti dalla metro, fermata Belleville, 20esimo arrondissement. Facciamo finta che non fa freddo. Belleville è lì a ricordarti che Parigi non è solo la città da copertina, la città del Louvre, di Notre Dame, della torre Eiffel e chi più clichés ha, più ne metta. Non è nemmeno (sol)tanto la città del quartiere latino, la città romantica delle tele di Montmartre o delle passeggiate lungo la Senna (e nemmeno la città di Midnight in Paris!). C'è una Parigi coi muri imbrattati, che non puzza del burro dei croissant ma di paninazzi vietnamiti. Dove i turisti difficilmente arrivano, ma mille culture, accenti e tradizioni si incrociano, aprono un negozio di 'alimentari tipici', dipingono. Dove il caffé al tavolino in strada ti sembra più poetico. Belleville è uno di quei posti, una Chinatown un pò bohemienne, un quartiere intra-muros ancora PoPolare, un villaggio in città, i cui abitanti provengono un pò dappertutto. Mettiamoci la colonna sonora: le Chinoiseries di Onra (chi non lo ascolta mentre legge gode solo a metà).
                                                                                                            
  
Ed eccoci qua in Rue Dénoyez, in mano un sandwich ripieno di pollo al limone e carote crude tagliate fine. Questa via è uno spazio creativo che si rinnova costantemente. Se ci torni dopo qualche mese è già tutto cambiato, e magari il pezzo che ti piaceva si intravede sotto quello nuovo. Cambia sempre anche la vetrina della galleria LaFriche, punto espositivo, di incontro e pure punto di vista privilegiato sui graffiti (se non altro perché si dipinge proprio lì davanti!). Friche è un termine tanto interessante quanto forse abusato in riferimento all'arte africana contemporanea. Indica uno spazio deserto, incolto, lasciato a sé, eppure fertile e vitale. Anzi, proprio perché non recintata, proprio perché inesplorata, l'arte della friche è selvaggia, ibrida, istintiva, rigogliosa.

Pausa caffè (Bar aux Folies).
Vi saluto con la NoRulesCorp

Prendo spunto dalla pic per augurarvi buona riflessione e buon relax, senza freni né regole. Ricaricate le energie, domani è già Lunedì e per molti questo non vuol dire niente di buono. Ma i viaggi mentali non ce li può negare nessuno. Dove ce ne andiamo domani? 

2 commenti:

  1. Ti giuro che me lo sogno la notte di tornare a Belleville e mangiare un panino vietnamita!

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